Notizie18 dicembre 20173 min lettura
I Corsi di Accompagnamento alla nascita sono davvero utili?
La gravidanza, il parto e la genitorialità sono tra gli eventi più intensi della vita di una persona. Per la donna che si appresta a diventare mamma, la necessità di “prepararsi alla nascita” è sempre esistita. Nei secoli scorsi, le donne giungevano alla maternità con un ricco bagaglio di informaz...

La gravidanza, il parto e la genitorialità sono tra gli eventi più intensi della vita di una persona.
Per la donna che si appresta a diventare mamma, la necessità di “prepararsi alla nascita” è sempre esistita.
Nei secoli scorsi, le donne giungevano alla maternità con un ricco bagaglio di informazioni (ovviamente basate prevalentemente sul sapere popolare). Argomenti quali: gravidanza, parto, cura del neonato erano “affari da donne”. Le donne più adulte e più “esperte” in tema di gravidanza e maternità, assistevano le donne più inesperte per tutto il travaglio e non era inusuale assistere al parto (dato che spesso avveniva in casa).
Nel corso degli anni, l’esigenza della donna di “prepararsi alla nascita” è mutata profondamente.
Si è passati a intendere la maternità come un momento in cui la donna deve essere protagonista consapevole, accompagnata in questo percorso dal suo partner e da un personale qualificato.
A partire dai primi anni ’80, in Italia si diffondono i “Corsi preparto”, con lo scopo di ridurre il senso di solitudine della donna a casa ed in ospedale, facilitare lo scambio delle esperienze tra donne in gravidanza e diffondere conoscenze e competenze su tutte le tematiche inerenti la maternità.
Oggi i corsi hanno subito un ulteriore mutamento, si parla di Corsi di accompagnamento alla nascita (CAN), per sottolineare la modalità interattiva e volta improntata ad una maggiore consapevolezza per accompagnare e preparare i futuri genitori agli eventi: gravidanza, parto, nascita, genitorialità.
- Perché è utile frequentare un corso di accompagnamento alla nascita?
- Sono a minor rischio di un taglio cesareo o di ripeterlo dopo un primo intervento;
- Richiedono meno frequentemente l’analgesia farmacologica, dimostrando una maggiore conoscenza dell’utilizzo delle alternative non farmacologiche per il dolore;
- Si recano in ospedale in travaglio attivo (sanno riconoscere perfettamente i segni);
- Fanno una scelta più consapevole del luogo del parto;
- Allattano al seno precocemente e con successo.
- Riescono a gestire meglio l’ansia durante il travaglio ed il parto;
- Hanno un maggiore controllo del dolore e si sentono parte più attiva del loro parto;
- Hanno minori probabilità di sviluppare la Depressione Post- partum;
- Hanno un maggior soddisfacimento dell’evento nascita e vivono in maniera più profonda il legame con il proprio bambino.