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Notizie26 aprile 20203 min lettura

LO PSICOLOGO DELLO SPORT

L’Ordine degli Psicologi del Lazio descrive in poche linee guida la formazione dello psicologo dello sport. Deve trattarsi di un laureato magistrale in psicologia e questa è la sola e unica conditio sine qua non. Per il resto è caldamente consigliato l’aver frequentato un master e aver svolto il tir...

LO PSICOLOGO DELLO SPORT

L’Ordine degli Psicologi del Lazio descrive in poche linee guida la formazione dello psicologo dello sport. Deve trattarsi di un laureato magistrale in psicologia e questa è la sola e unica conditio sine qua non. Per il resto è caldamente consigliato l’aver frequentato un master e aver svolto il tirocinio post laurea presso uno psicologo abilitato ed iscritto all’Albo da almeno tre anni.

In quanto libero professionista ha due possibilità occupazionali:

  • Proporsi come “consulente” a:
    • gli atleti 
    • alle associazioni sportive 
    • ai genitori degli atleti stessi
  • Proporsi come dipendente alle associazioni sportive o per periodi o a progetto;
  • Aderire alle proposte delle federazioni sportive in materia. Alcune Federazioni, pur non agevolando l’inserimento, prevedono l’obbligatorietà della figura dello Psicologo dello Sport nelle associazioni sportive spesse. Quindi, è possibile puntare sugli obiettivi dell’Associazione e vedere se e come si possano coniugare con quelli della nostra professione e con quelle degli atleti e dei genitori degli stessi.
  • Proporsi con Progetti alle Scuole.

Spesso questa figura professionale si associa con altre figure per offrire un servizio “chiavi in mano”. A tal fine, creare una rete professionale con:

  • Tecnici
  • Preparatori atletici
  • Dietologi
  • Nutrizionisti
  • Psichiatri
  • Psicoterapeuti
  • Fisioterapista
  • Fisiatra
  • Ortopedico 
  • Posturologo 
  • Altre figure simili

può essere utile per allargare il mercato e garantire una professionalità sempre più richiesta dal mondo dello sport.

Il mondo delle associazioni sportive, peraltro, è estremamente vario e pieno di opportunità da sfruttare e creare, ma soprattutto “vedere”. Esistono associazioni che sono delle piccole comunità: offrono piscina, aule per la riabilitazione, tennis, calcio, calcetto, beach volley, paddle, squash, ecc, con i relativi tornei, singolari e di squadra. Le persone cercano il benessere e lo trovano in queste “forme”, come in altre, del tutto amene, invece: piccoli circoli e associazioni, dove la persona si sente più considerata, come individuo, ed in cui sente maggiori e più facili le possibilità di sviluppare relazioni e comunicare.

Il boom della bellezza, del benessere, dei centri di fitness, delle palestre, dei centri di riabilitazione, dei personal trainer e della cucina, del mindful eating, dello yoga, della posturale, della chirurgia estetica e chissà cos’altro, per non parlare dello sviluppo delle cliniche per esami e radiografie, ecografie, risonanze magnetiche, che abbinano, all’esame tecnico, la terapia di riabilitazione… porta immediatamente a vedere l’inserimento della nostra figura professionale come un professionista in grado di dare il suo supporto e sostegno alle persone.

Ricordiamoci che lo psicologo, all’art. 1 della L. 56/89 recita: 

La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.  

Come psicologo dello sport, e come psicologo possiamo operare e proporci.