Psicologia10 luglio 20173 min lettura
La sindrome Erasmus
Negli ultimi anni si è delineata una vera e propria sindrome Erasmus che coglierebbe tutti gli studenti, con intensità e durata differente, che partecipano a questo progetto. Il Progetto Erasmus (European Action Scheme for the Mobility of University Students) costituisce il mezzo attraverso il qual...

Negli ultimi anni si è delineata una vera e propria sindrome Erasmus che coglierebbe tutti gli studenti, con intensità e durata differente, che partecipano a questo progetto.
Il Progetto Erasmus (European Action Scheme for the Mobility of University Students) costituisce il mezzo attraverso il quale l’Unione Europea intende sostenere l’istruzione superiore e promuovere la mobilità e lo scambio degli studenti fra i Paesi membri della Comunità ed altri Stati convenzionati.
L’obiettivo del Progetto Erasmus è quindi quello di fornire agli studenti interessati la possibilità di una più approfondita dimensione europea degli studi, offrendo l’opportunità inoltre di vivere un’esperienza personale di vita in uno Stato diverso dal proprio.
Stando ai recenti studi condotti sulla sindrome Erasmus pare che i sintomi si manifestino ancor prima del temuto rientro e che la sindrome colpirebbe in 4 fasi:
L’obiettivo del Progetto Erasmus è quindi quello di fornire agli studenti interessati la possibilità di una più approfondita dimensione europea degli studi, offrendo l’opportunità inoltre di vivere un’esperienza personale di vita in uno Stato diverso dal proprio.
Stando ai recenti studi condotti sulla sindrome Erasmus pare che i sintomi si manifestino ancor prima del temuto rientro e che la sindrome colpirebbe in 4 fasi:
- Prima di partire: agitazione, nervosismo, paura. Non si vede l'ora di andare via, ma allo stesso tempo si trova ogni giorno un presunto motivo in più per non partire. Si prova a resistere e a raccogliere informazioni che potranno essere utili: numeri di telefono, indirizzi, contatti, e-mail … etc …;
- Appena giunti: ci si sente estranei (e infatti lo si è), si ha difficoltà con la lingua del posto, le case sembrano tutte non molto confortevoli, il cibo non appare buono, mancano gli affetti e si è tentati di ripartire, ma si resiste e si passa il primo periodo a conoscere persone nelle stesse condizioni per poi socializzare anche con altri;
- Prima di ripartire per l'Italia: ci si sente nati per vivere nella città dove ci si trova, non si sopportano più gli italiani, ci si senti liberi, si vuole prolungare il più possibile il periodo di studi all'estero;
- Dopo il rientro in Italia (se si rientra in Italia): ci si sente estranei, ci si sente soffocare, si vuole fuggire, si vuole tornare nell’amata città straniera. Si resiste. Una volta tornati in Italia ripartire sarebbe una follia, dunque si studia, ci si laurea e magari si pensa subito ad un post-lauream all'estero.