Tesi Online Gratuita: Le Dipendenze Come Derive Emozionali – Le Relazioni
A cura della Dott.ssa Antonella Carpentieri Un estratto della tesi: LA PREVENZIONE Può essere concretizzata a diversi livelli: si definisce prevenzione primaria quella che avviene prima dell’insorgenza della malattia mediante l’azione sui fattori di rischio;la prevenzione secondaria quel...

A cura della Dott.ssa Antonella Carpentieri
Un estratto della tesi:
LA PREVENZIONE
Può essere concretizzata a diversi livelli:
- si definisce prevenzione primaria quella che avviene prima dell’insorgenza della malattia mediante l’azione sui fattori di rischio;
- la prevenzione secondaria quella che viene messa in atto mediante la diagnosi precoce di malattia;
- la prevenzione terziaria quella che agisce sulle complicanze e le disabilità delle malattie croniche. (E’ qui che si colloca il mio intervento).
Affascinata da questa esperienza, che mi ha portato sia ad un percorso di crescita professionale che di crescita personale, attraverso la condivisione quotidiana, gruppi di incontro, colloqui di orientamento, supervisioni e riunioni settimanali di equipe: ho imparato ad accogliere me stessa e i miei lati oscuri. Mi ha dato la possibilità di meglio accogliere l’altro, senza giudicarlo, ma offrendogli prima di tutto il mio ascolto attivo. L’accettazione di tutte le parti di se stessi gioca un ruolo fondamentale nell’educatore che, se non ha accettato se stesso e le sue paure, non può offrire un sostegno alla persona.
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Il giudizio a cui porta la ricerca dei perché non è una modalità sostenente , sia per la persona che per l’operatore. Il giudizio si presenta come una strada chiusa, che non permette prima di tutto all’operatore di vedere scenari alternativi per la buona gestione di una difficoltà e quindi danneggia l‘utente al quale non potrà mostrare nulla di più di ciò che non vede.
- “Ho imparato la differenza che esiste tra osservare ciò che avviene e giudicare”;
- “Ho imparato che ogni cosa porta all’arricchimento spirituale”;
- “L’utilizzo del feedback, indispensabile per mostrare all’altro ciò che non riesce a cogliere, a mostrare l’ovvio. Il contatto con l’ovvio riporta la persona alla consapevolezza.
Il feedback non ha a che fare con il giudizio o con la valutazione personale, ma è legato al “ sentire”; - “ Ho imparato la precisione, senza generalizzare, ma stando con “ quello che c’è” in quel dato momento;
- “ Stare attenta a non attivare dinamiche repulsive”;
- “Favorire nella persona la consapevolezza e la crescita personale della persona“;
Inoltre , le motivazioni che mi spingono ad approfondire tale tema, è l’interesse per le dipendenze e l’aspetto relazionale ed emotivo che ne scaturisce in ogni persona che fa abuso di sostanze.
Alcune informazioni sono tratte dalla mia esperienza professionale.
Il mio atteggiamento è stato quello di accompagnare con rispetto la persona, astenendomi nel darle consigli, nella gestione di situazioni conflittuali, cercando di comprendere, il suo modo e il suo vissuto così come egli li vede e percepisce. Cercando di incoraggiare la persona, nell’attenzione delle proprie risorse al fine di incrementare la fiducia e l’autostima, stimolando la motivazione per un agire autonomo e responsabile. Sollecitando il suo senso di consapevolezza e di indipendenza interiore. Considerando la persona, non come un qualcosa da modellare, bensì aiutandolo nella spontaneità senza forzatura, nell’accompagnarlo nel far emergere le sue potenzialità e la sua parte sana.
Il Centro di Prima Accoglienza , dove io ho svolto la mia professione, offre uno spazio protetto durante l’intero arco della giornata alle persone, che pur cercando un’alternativa alla loro dipendenza, ancora non hanno maturato la decisione di intraprendere un programma di cura, l’approccio che si mette in atto è tutto centrato sulla persona. Oltre a risolvere i problemi pratici, come la possibilità di mangiare o di poter usufruire delle docce, le persone ricevono da parte degli operatori un’accoglienza priva di pregiudizi attraverso colloqui di sostegno, orientamento e gruppi di auto-aiuto, utilizzando come metodo “L’approccio centrato sulla persona".
L’approccio centrato sulla persona, per i tempi in cui viene proposto, è rivoluzionario: esso mette sullo stesso piano il counselor ed il cliente. Fino ad allora il terapeuta era ritenuto l’esperto, ed il cliente un soggetto fragile, debole, e bisognoso di aiuto...
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